FOTO DI COPERTINA TRATTA DA ATALANTA.IT

Sembrano passati anni luce dal 24 settembre, quando il risultato a sorpresa della quinta giornata di campionato fu il colpaccio del Como di Fabregas al Gewiss Stadium di Bergamo. Dopo quel 3-2 della neopromossa, è stato buio totale per tutti: dodici vittorie tra Italia e Europa, intervallate solo da un buon pareggio in terra di Scozia (0-0 col Celtic Glasgow).

Ma sarebbe ingiusto ridurre al puro risultatismo il “prodotto” Atalanta. Con il 2-1 di Lookman contro il Milan, i nerazzurri toccano quota 38 gol in campionato in 15 gare, con una media da brividi. Nei maggiori campionati europei soltanto il Barcellona dei marziani sta facendo meglio. Una squadra che lo scorso anno vedeva in Musso, Scalvini, Koopmeiners e Scamacca i suoi punti di forza: il portiere è andato a fare panchina all Atletico Madrid, l’olandese è volato sotto la Mole e gli altri due si sono rotti le gambe. Eppure il risultato non cambia.

Ciò che si vede nel campo è calcio all’ennesima potenza, tre difensori con visione di gioco, due mastini di centrocampo e – banalmente – cinque attaccanti: in questo momento il bomber Mateo Retegui è il capocannoniere con 12 gol (14 gol e 3 assist il suo bottino totale in tutte le competizioni) ed è anche nella Top 3 della classifica dei calciatori che tirano di più (49 tiri totali, 19 tiri nello specchio). La diga De Roon-Ederson si conferma di una affidabilità assoluta: il capitano olandese è il primo in classifica per passaggi totali (994) e primo in classifica per minuti giocati (1350). Il brasiliano è semplicemente il centrocampista box to box più in forma del campionato: i suoi 2 gol e 1 assist dicono poco di un giocatore che è praticamente ovunque e partecipa attivamente a ogni azione difensiva e offensiva della squadra.

L’attacco era la grande incognita del team di Gasperini. Il grave infortunio di Scamacca e la cessione – a sorpresa – di El Bilal Touré sembravano smuovere le grandi certezze dello scorso anno, già orfane di Koopmeiners. E anche qui ci sbagliavamo. Oltre al già citato Retegui, si confermano implacabili anche Lookman e De Keteleare. L’eroe della finale di Coppa UEFA trasforma in gol 1 tiro su 2 e partecipa attivamente anche agli assist, altra statistica in cui l’Atalanta primeggia su tutte e dove solo la sorpresa Nuno Tavares della Lazio ruba momentaneamente lo scettro al duo nigeriano/belga.

In un centrocampo che pullula di muscoli e di fantasia, il ragazzo ex-Milan si sta confermando quel campione che tanti avevano già intravisto con la maglia del Bruges: 5 gol e 9 assist sono numeri che lo attestano come il miglior trequartista del campionato.

Inutile dire che anche gli esterni funzionano a meraviglia: Bellanova e Ruggeri sono due motorini sforna-assist, con Cuadrado e Zappacosta pronti a sgroppare al posto loro al momento opportuno. A fare loro compagnia sulla panchina, elementi come Zaniolo, Pasalic, Samardzic e Brescianini, gente da “fantacalcio”, accompagnata da nuove sorprese come il fortissimo centrale Koussonou (2 assist in Champions League).

All’indomani del blackout generale del Napoli, che viene giustamente eliminato dalla Coppa Italia e che adesso vedrà gravare su di sé soltanto l’impegno del campionato, ci si domanda se questa Atalanta potrà impensierire – anche più avanti – la testa della classifica, che piano piano inizia a perdere pezzi pregiati. La Juventus è bella ma acerba, la Fiorentina non sembra attrezzata per la lotta al vertice, la Lazio sembra aver perso un treno importante con la sconfitta col Parma, il Milan sembra già fuori dal sogno.

Una risposta potrà darla sicuramente la prossima sfida con il Real Madrid che verrà a Bergamo con una certa “fifa”: come disse il maestro Maurizio Sarri “giocare a Bergamo è come andare dal dentista, anche se ti va bene torni sempre a casa con qualche dolore”. Perfetto. Dovesse vincere anche contro i blancos, forse anche oltralpe qualcuno inizierà a domandarsi su quale Olimpo potrà arrivare questo team dove un allenatore Re Mida trasforma in oro tutto ciò che tocca, da anni. La stranezza statistica vuole che la squadra di Percassi, come uno storico Parma, sia riuscita a vincere in Europa ma non in Italia. E forse, mai come questa volta meriterebbe – a fine campionato – di finire davvero col “muso” davanti a tutti.

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